Mirtillo
  
Info botaniche

Denominazione botanica: Vaccinium myrtillus L. - fam. Ericacee
Sinonimi:
mirtillo nero, bàgola, baggiola, uva dei boschi, piuri, ampulette, lambrune, asaire, giàsine, cesarelle, murùcule
Nomi stranieri: ingl. - Bilberry, Whortleberry, Huckleberry; fr. - Airelle, Myrtille; ted. - Heidelbeere, Bickbeere, Blauberee; sp. - Arandano, Raspano, Mirtilo, Anavia, Rasponera
Parti usate: frutti (bacche) (Mirtilli fructus Comm. E) -

Arbusto a fusti ramificati con foglie caduche, il mirtillo cresce in fitte macchie tappezzando i terreni silicei e ricchi di humus dei boschi alpini e appenninici. Sconosciuto nell'antichità, fu più tardi impiegato nella medicina popolare come astringente e antidiarroico. La sua efficacia nelle affezioni della vista è balzata all'attenzione medica durante la seconda guerra mondiale in seguito all'osservazione che i piloti della RAF, mangiando marmellata di mirtilli, possedevano una miglior capacità visiva notturna.



Proprietà 

I pigmenti antocianici del mirtillo (antocianosidi) svolgono le seguenti attività farmacologiche:
1) RIGENERAZIONE DELLA PORPORA VISIVA -
2) PROTEZIONE DELLA TUNICA VASALE ARTERIOSA E VENOSA
3) AUMENTO DELLA RESISTENZA CAPILLARE -
4) PROTEZIONE DELLA PERMEABILITA' CAPILLARE
5) ANTIINFIAMMATORIA -
6) ANTIULCERA -
7) ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA -
8) ANTIATEROSCLEROTICA
L'azione vasoprotettiva, ritenuta vitamino P-simile, si esplica specialmente a livello della microcircolazione ed è per diversi aspetti confrontabile con quella dei bioflavonoidi (che costituiscono appunto il complesso vitaminico P). L'insieme delle azioni sopraelencate è difficilmente imputabile ad un unico meccanismo d'azione: senz'altro il mirtillo è capace di a) influenzare le strutture e le funzioni delle membrane cellulari mediante interazione con i fosfolipidi, con enzimi, con le pompe ioniche; b) stimolare la sintesi dei mucopolisaccaridi; c) controllare la sintesi endoteliale di sostanze prostaciclinosimili. Recentemente sono stati indagati altri specifici meccanismi d'azione, spesso in comune con altri derivati polifenolici quali i tannini di cui il mirtillo è pure ricco, fra questi vanno sottolineati i seguenti: x) attività "scavenger" (letteralmente: spazzino) dell'anione superossido: lo ione superossido è ritenuto responsabile di diversi processi patologici (in particolare danni da ischemia, cataratta, diabete), tale attività viene espletata dai derivati flavonici, antocianici e tannici; y) attività inibitrice della elastasi: l'elastasi è un enzima proteolitico capace di degradare il tessuto connettivo e le fibre elastiche, tipici fenomeni implicati nei processi infiammatori, tale attività è inibita particolarmente dal mirtillo e dalla vite rossa; z) attività inibitrice della aldosoreduttasi: l'aldosoreduttasi, diffusa un pò ovunque nell'organismo, catalizza principalmente la riduzione da glucosio a sorbitolo causando nei soggetti iperglicemici (diabetici, obesi etc.) un accumulo di sorbitolo nel cristallino, nei nervi, nella retina e nei reni, responsabile di una serie di complicazioni in tali distretti: rispettivamente cataratta, neuropatie, retinopatie e nefropatie; gli antocianosidi del mirtillo hanno recentemente dimostrato una notevole capacità di inibire tale enzima e la notevole sicurezza d'uso ne permette l'impiego a tempo indeterminato..

 

Indicazioni
L' estratto di Mirtillo é considerato un naturale nutrimento per gli occhi. Viene spesso consigliato per disturbi visivi generici, nelle difficoltà di adattamento a condizioni di scarsa luce.

 

Bibliografia
Albasini A.: "Principi attivi dei piccoli frutti: realtà e nuove acquisizioni", 
Erboristeria Domani, n° 11, 1991
Frohne K.D
.: "Un dolce rimedio dal sottobosco: il mirtillo", Natom-Medicina Naturale, n° 10, 1991